
Come eliminare gli spifferi dalla finestra?
Scopri come eliminare gli spifferi dalla finestra: fissa un appuntamento in showroom: ti diciamo cosa si può fare, quanto costa e se conviene intervenire.
Sei seduto sul divano, il riscaldamento è acceso a palla, ma senti comunque aria fredda che ti arriva addosso. Ti alzi, vai verso la finestra, ci passi la mano vicino e lo senti: un filo d’aria gelida che entra. Lo spiffero. Chiudi meglio la finestra, premi sull’anta, ma niente. L’aria continua a passare.
Gli spifferi sono uno di quei problemi che la gente sottovaluta. “Vabbè, è solo un po’ d’aria.” No, non è solo un po’ d’aria. È un buco nel tuo portafogli. Ogni spiffero ti costa soldi in riscaldamento d’inverno e condizionamento d’estate. E soprattutto, rende casa tua scomoda. Quella sensazione di freddo costante anche con ventitré gradi sul termostato.
DA DOVE VENGONO GLI SPIFFERI
Gli spifferi entrano da 3 punti. Il primo è tra l’anta e il telaio della finestra. Quando chiudi la finestra, l’anta dovrebbe premere contro il telaio con le guarnizioni che creano una tenuta perfetta. Se le guarnizioni sono vecchie, indurite, o se la finestra è fuori registro, resta uno spazio. Piccolo, magari mezzo millimetro, ma basta per far passare aria.
Il secondo punto è tra il telaio dell’infisso e il muro. Quando hanno montato la finestra, avrebbero dovuto sigillare tutto il perimetro dove il telaio tocca il muro. Se la posa è stata fatta male, con schiuma poliuretanica messa a caso e niente nastri sigillanti, l’aria passa da lì. Questi sono gli spifferi più subdoli perché non li vedi, non capisci da dove arrivano. Senti solo aria fredda che sembra uscire dal muro vicino alla finestra.
Il terzo punto è il cassonetto della tapparella. Quel vano sopra la finestra dove si arrotola la tapparella è spesso un colabrodo. Nei cassonetti vecchi non c’è isolamento, ci sono fessure ovunque, il rullo della tapparella lascia passare aria. D’inverno è come avere un buco diretto verso l’esterno. Il freddo entra da sopra e scende lungo la finestra.
COME CAPIRE DA DOVE PASSA L’ARIA
Prima di sistemare gli spifferi devi capire esattamente da dove entrano. Il metodo più semplice è il test della candela. Prendi una candela accesa, chiudi tutte le porte e finestre, spegni ventilatori e cappa della cucina. Passa la candela lentamente lungo tutto il perimetro della finestra: tra anta e telaio, tra telaio e muro, intorno al cassonetto. Quando la fiamma si muove o si piega, lì c’è lo spiffero.
Un altro metodo è il test della carta. Prendi un foglio di carta normale, apri la finestra, metti il foglio tra l’anta e il telaio, chiudi la finestra. Ora prova a tirare fuori il foglio. Se scivola via facilmente, la tenuta non è buona. Se resta bloccato e devi tirare forte per estrarlo, la tenuta è buona. Fai questo test su tutti e quattro i lati della finestra: sopra, sotto, destra, sinistra. Spesso la tenuta è buona su tre lati e scarsa sul quarto.
Il test più preciso, quello che fanno i professionisti, è la termocamera. Ma quella non ce l’hai in casa. Però d’inverno quando fa freddo puoi usare le mani. Passa le mani lentamente lungo tutto il perimetro della finestra, a pochi centimetri dalla superficie. Quando senti aria fredda che scorre, lì c’è lo spiffero. È un metodo grezzo ma funziona.
LE CAUSE DEGLI SPIFFERI
Gli spifferi hanno cause diverse e servono soluzioni diverse. La prima causa sono le guarnizioni vecchie. Le guarnizioni sono quei profili di gomma o PVC che corrono lungo il perimetro dell’anta e del telaio. Quando chiudi la finestra, l’anta preme sulle guarnizioni del telaio creando una barriera all’aria. Ma le guarnizioni invecchiano. Il sole le secca, il caldo le indurisce, il freddo le fa screpolare. Dopo dieci-quindici anni perdono elasticità. Non si schiacciano più bene quando chiudi la finestra, restano spazi, passa aria.
La seconda causa è la finestra fuori registro. Gli infissi nel tempo si possono deformare leggermente. Il legno lavora con l’umidità, il PVC si dilata col caldo, l’alluminio può piegarsi se sottoposto a sollecitazioni. Le cerniere si usurano, i meccanismi di chiusura si allentano. Risultato: quando chiudi la finestra, l’anta non preme uniformemente sul telaio su tutti e quattro i lati. Magari sopra chiude bene, ma sotto resta uno spazio di due millimetri. E passa aria.
La terza causa è la posa sbagliata. Questo è il problema più grave perché non lo risolvi con una semplice manutenzione. Se quando hanno montato l’infisso non hanno sigillato bene il perimetro tra telaio e muro, l’aria passa da lì. Avrebbero dovuto usare nastri butilici auto-espandenti su tutto il perimetro, schiuma poliuretanica per riempire gli spazi, e poi sigillare con nastri esterni. Se hanno fatto solo la schiuma, non basta. La schiuma dopo qualche anno si ritira, si creano fessure, passa aria.
La quarta causa è il cassonetto non isolato. I cassonetti vecchi sono fatti con un pannello di legno o compensato, spesso nemmeno ben sigillato al muro. All’interno c’è il rullo della tapparella che gira liberamente. Intorno al rullo ci sono spazi per permettere il movimento. Quegli spazi sono vie dirette verso l’esterno. L’aria fredda entra dal cassonetto, scende dietro la tapparella, arriva nella stanza.
LE SOLUZIONI FAI DA TE
Ci sono cose che puoi fare tu per ridurre gli spifferi. Non sono soluzioni definitive ma aiutano, specialmente se non puoi permetterti subito di cambiare gli infissi o rifare la posa. La prima soluzione è sostituire le guarnizioni. Le guarnizioni si vendono al metro nei negozi di ferramenta o bricolage. Costano pochi euro al metro. Togli le guarnizioni vecchie tirandole via dal profilo dove sono incastrate, pulisci bene il canale, misura la lunghezza necessaria, taglia le guarnizioni nuove, incastrale nel canale. È un lavoro che puoi fare in un pomeriggio. Non risolve se il problema è la posa o il cassonetto, ma se il problema sono guarnizioni vecchie, questa soluzione funziona.
La seconda soluzione è regolare le finestre. Quasi tutti gli infissi moderni hanno sistemi di regolazione delle cerniere e dei meccanismi di chiusura. Con una chiave a brugola puoi regolare l’altezza dell’anta, la distanza dal telaio, la pressione di chiusura. Se la finestra non chiude bene in un punto, spesso basta una regolazione. Nei video su YouTube trovi guide specifiche per ogni tipo di infisso. O puoi chiamare un serramentista che fa una regolazione completa in mezz’ora per cinquanta-ottanta euro.
La terza soluzione sono i paraspifferi adesivi. Sono strisce di gommapiuma o feltro con un lato adesivo che si attaccano sul telaio dove passa aria. Sono una toppa, non una soluzione vera, ma se hai spifferi localizzati e non puoi fare altro subito, riducono il problema. Costano pochi euro, si applicano in cinque minuti. Però attenzione: se metti paraspifferi dove non servono, rischi di impedire la chiusura corretta della finestra o di sovraccaricare le cerniere.
La quarta soluzione è isolare il cassonetto dall’interno. Esistono pannelli isolanti specifici per cassonetti che si tagliano su misura e si applicano alle pareti interne del cassonetto con colla o viti. Riducono molto le dispersioni e gli spifferi che vengono da sopra. L’operazione richiede di aprire lo sportello del cassonetto, se ce l’hai, oppure di smontare temporaneamente la tapparella. Non è facilissimo ma è fattibile per chi è un po’ pratico.
QUANDO LE SOLUZIONI FAI DA TE NON BASTANO
Se hai sostituito le guarnizioni, regolato le finestre, messo paraspifferi, isolato il cassonetto, e gli spifferi ci sono ancora, il problema è strutturale. Significa che la posa dell’infisso è sbagliata o che l’infisso stesso è vecchio e deformato oltre ogni possibilità di recupero. In questi casi le soluzioni fai da te non servono a niente. Devi intervenire più in profondità.
Se il problema è la posa, bisogna rifare la sigillatura tra telaio e muro. Significa smontare le finiture interne intorno alla finestra, togliere la schiuma vecchia, pulire tutto, applicare nastri butilici su tutto il perimetro, riempire con schiuma nuova, sigillare con nastri esterni, rifare le finiture. È un lavoro invasivo ma risolutivo. E costa meno che cambiare tutto l’infisso. Si parla di duecento-quattrocento euro a finestra a seconda delle dimensioni e della complessità.
Se il problema è l’infisso vecchio e deformato, o se le guarnizioni nuove durano sei mesi e poi sono di nuovo da cambiare perché il telaio non chiude bene, allora conviene valutare la sostituzione completa. Un infisso che ha vent’anni, anche se funziona ancora, probabilmente disperde energia, ha guarnizioni che si usurano velocemente, meccanismi che si bloccano. A quel punto stai mettendo toppe su toppe. Meglio investire in infissi nuovi che ti durano altri trent’anni senza problemi.
IL COSTO DEGLI SPIFFERI
Molti sottovalutano quanto costano gli spifferi. Pensano “è solo un po’ d’aria, che vuoi che sia”. Invece gli spifferi costano caro. Uno studio dell’ENEA ha calcolato che gli spifferi possono causare dispersioni fino al venti-trenta per cento del calore prodotto dal riscaldamento. Vuol dire che se spendi mille euro all’anno di riscaldamento, duecento-trecento euro vanno letteralmente fuori dalla finestra.
Facciamo un calcolo pratico. Casa media, novanta metri quadri, inverno di tre mesi con riscaldamento acceso. Bolletta totale mille euro. Se hai spifferi significativi su tre-quattro finestre, stai perdendo circa duecentocinquanta euro all’anno. In dieci anni sono duemilacinquecento euro. Soldi che butti via per far riscaldare l’esterno invece dell’interno.
E questo è solo il costo diretto. C’è anche il costo in comfort. Con gli spifferi la temperatura percepita è sempre più bassa di quella reale. Anche se il termostato segna venti gradi, tu ne senti diciassette perché l’aria in movimento aumenta la sensazione di freddo. Alzi il riscaldamento, spendi di più, ma non risolvi il problema. L’unico modo vero di stare comodo è eliminare gli spifferi.
IL RUOLO DELLA VENTILAZIONE
Attenzione però a non esagerare. Eliminare tutti gli spifferi al cento per cento non è sempre la scelta migliore. La casa ha bisogno di un minimo di ricambio d’aria. Se sigilli tutto in modo perfetto, senza lasciare passare nemmeno un filo d’aria, rischi di creare problemi di umidità interna. L’umidità prodotta cucinando, facendo la doccia, respirando, deve avere una via d’uscita. Altrimenti si accumula e condensa sulle superfici fredde creando muffa.
La soluzione corretta è eliminare gli spifferi incontrollati, quelli che entrano dalle fessure degli infissi mal chiusi, e sostituirli con una ventilazione controllata. Significa arieggiare dieci minuti al giorno aprendo completamente le finestre, oppure installare una VMC, ventilazione meccanica controllata, che gestisce il ricambio d’aria in modo automatico ed efficiente. Ma questo è un discorso più ampio che va oltre il problema degli spifferi.
Il punto è: sì, devi eliminare gli spifferi. Ma devi anche garantire un minimo di ricambio d’aria quotidiano. Non puoi sigillare la casa come un bunker e non aprire mai una finestra. L’equilibrio giusto è avere infissi che chiudono perfettamente quando vuoi, e che puoi aprire quando serve per arieggiare in modo controllato.
QUANDO CONVIENE CAMBIARE GLI INFISSI
Se i tuoi infissi hanno più di quindici-vent’anni, se gli spifferi sono su tutte le finestre, se hai già provato a sostituire guarnizioni e regolare senza risultati, probabilmente è il momento di valutare una sostituzione completa. Gli infissi moderni sono enormemente più performanti di quelli di vent’anni fa. Doppio vetro basso emissivo, telai con più camere interne, guarnizioni multiple, posa certificata. Eliminano completamente gli spifferi e riducono le dispersioni termiche del settanta-ottanta per cento.
Il costo per cambiare gli infissi di una casa media è tra sette e dodicimila euro a seconda dei materiali. Con il bonus cinquanta per cento la spesa netta diventa tra tremilacinquecento e seimila euro. Se stai perdendo trecento euro all’anno per gli spifferi e le dispersioni, recuperi la spesa in dodici-vent’anni. Considerando che gli infissi nuovi durano trent’anni, il conto torna. E soprattutto, vivi in una casa più confortevole da subito.
Ma anche se non puoi permetterti di cambiare tutti gli infissi subito, puoi fare un intervento progressivo. Cambi prima le finestre più critiche, quelle esposte a nord, quelle dove gli spifferi sono peggiori, quelle nelle stanze dove passi più tempo. Poi anno dopo anno completi. È meglio cambiare due-tre finestre per bene che mettere toppe su dieci finestre vecchie.
IL PROBLEMA DEL FAI DA TE SBAGLIATO
Ho visto gente mettere silicone dappertutto intorno agli infissi pensando di eliminare gli spifferi. È uno degli errori più comuni. Il silicone applicato dall’interno tra telaio e muro non serve a niente. Gli spifferi non passano da quella fessura esterna visibile. Passano dall’interno del controtelaio, tra il telaio dell’infisso e la muratura, in punti che non vedi e non raggiungi con il silicone. Mettere silicone lì è inutile e può anche essere dannoso perché impedisce all’eventuale umidità di uscire, creando problemi di condensa nascosta.
Un altro errore è usare schiuma poliuretanica spray per tappare gli spifferi dall’interno. La schiuma si espande, entra nelle fessure, sembra che funzioni. Ma la schiuma da sola non sigilla perfettamente, col tempo si ritira, e soprattutto se la metti dall’interno sopra una posa già sbagliata, non stai risolvendo il problema vero. Stai solo nascondendo temporaneamente il sintomo.
Se il problema è la posa, serve smontare le finiture e rifare la posa con i materiali giusti e nella sequenza giusta. Non ci sono scorciatoie. Ogni tentativo di sistemare dall’esterno o dall’interno con silicone e schiuma è solo un palliativo che dura poco e spesso peggiora la situazione.
METODO NENNA: COME ELIMINIAMO GLI SPIFFERI DEFINITIVAMENTE
Quando un cliente viene da noi con problemi di spifferi, la prima cosa che facciamo è capire da dove vengono. Analizziamo la situazione. A volte bastano guarnizioni nuove e una regolazione. A volte serve rifare la posa mantenendo gli infissi esistenti. A volte gli infissi sono talmente vecchi e compromessi che l’unica soluzione è cambiarli.
Veniamo a casa tua, facciamo i test, individuiamo esattamente i punti critici. Ti diciamo cosa si può fare con costi contenuti e cosa invece richiede un intervento più importante. Ti diamo sempre le opzioni con i costi chiari, poi decidi tu.
Se decidi di cambiare gli infissi, la posa è fondamentale. Seguiamo il protocollo Posaclima che garantisce zero spifferi. Nastri butilici su tutto il perimetro interno ed esterno, schiuma o lana di roccia nell’intercapedine, sigillatura completa. Testiamo la tenuta all’aria prima di finire il lavoro. Non ce ne andiamo finché non siamo sicuri che non passa nemmeno un filo d’aria.
E dopo sei mesi ti chiamiamo noi per verificare. Controlliamo che tutto funzioni ancora perfettamente, che non siano comparsi nuovi problemi, che tu sia soddisfatto del risultato. Se c’è qualcosa che non va, torniamo e sistemiamo gratuitamente. Questa è la differenza tra vendere infissi e risolvere problemi.
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