
Condensa TRA i vetri, cosa fare?
Hai condensa tra i vetri? Significa che il vetrocamera è rotto. L’unica soluzione è sostituire il vetro. Ti spiego quanto costa e quando è coperto da garanzia.
Apri le finestre la mattina e noti quella nebbiolina tra i vetri. Non sulla finestra, ma proprio in mezzo alle due lastre.
Ci passi la mano sopra ma non si toglie. Provi ad asciugare ma il panno tocca solo il vetro esterno, la condensa resta lì in mezzo.
E capisci subito che non è una cosa normale.
Hai ragione. Non è normale. E soprattutto, non si sistema con un panno o aprendo la finestra. Ti spiego cosa significa, perché succede, e cosa puoi fare davvero per risolvere.
COSA SIGNIFICA CONDENSA TRA I VETRI
Prima cosa: se la condensa è tra i vetri, vuol dire che il vetrocamera è rotto.
La condensa a cui siamo tutti abituati è invece quella che si forma sul vetro dalla parte interna della finestra, specie quando fa freddo, in quanto è vapore acqueo dell’aria che si deposita sulla superficie fredda. Si pulisce con un panno, sparisce quando arieggi, è fastidiosa ma non rappresenta un guasto.
Quella si forma tra i vetri invece è aria esterna che è entrata dentro la camera del vetro. E se l’aria è entrata, significa che la sigillatura del vetrocamera si è “andata”.
Il vetrocamera, quello che chiamiamo comunemente doppio vetro, è formata da due lastre di vetro separate da un distanziatore perimetrale. Lo spazio tra le due lastre è riempito con aria disidratata o gas argon. È sigillato ermeticamente su tutti i quattro lati con doppia sigillatura: una interna con butile e una esterna con silicone o polisolfuro.
Quando questa sigillatura cede, l’aria esterna entra. E l’aria esterna contiene umidità. Quando la temperatura scende, l’umidità condensa sulle superfici interne delle lastre. Quella nebbiolina che vedi è proprio questo.
PERCHÉ SUCCEDE
Ci sono diversi motivi per cui la sigillatura può cedere. Il primo è l’età. I vetrocamera hanno una durata. Non sono eterni. Un vetro ben fatto, con materiali di qualità e posa corretta, dura venticinque-trent’anni.
Ma dopo vent’anni è normale che le sigillature inizino a degradarsi. Il butile si indurisce, perde elasticità, si stacca dal vetro. Il silicone esterno si crepa per l’esposizione continua a sole, pioggia, sbalzi termici. A un certo punto cede e l’aria entra.
Il secondo motivo sono i difetti di produzione. Vetrocamera mal sigillata in fabbrica, distanziatore posizionato male, butile applicato in modo non uniforme, silicone con bolle d’aria. Questi difetti possono manifestarsi subito o dopo pochi anni.
Se la condensa compare nei primi due-tre anni dall’installazione, quasi sempre è un problema di produzione. Ed è coperto da garanzia.
Il terzo motivo è la posa sbagliata. Se l’infisso è stato montato male, con il vetro sotto tensione continua, con pressioni anomale sul telaio, con tasselli troppo stretti che comprimono il profilo, la vetrocamera lavora in condizioni di stress. Il telaio si deforma leggermente, il vetro viene sollecitato in modo anomalo, la sigillatura cede prima. Ho visto vetrocamera rotte dopo cinque anni solo perché l’infisso era stato montato con i piedi.
Il quarto motivo, meno frequente, è un urto o una sollecitazione meccanica. Hai dato una botta alla finestra, qualcosa l’ha colpita dall’esterno, oppure hai forzato troppo l’apertura quando era bloccata. La sollecitazione ha creato una microfrattura nella sigillatura che nel tempo si è allargata.
COME RICONOSCERE IL PROBLEMA
La condensa tra i vetri ha dei segnali precisi. Prima di tutto, non si toglie. Questo è il segnale più evidente. La condensa normale sul vetro interno la asciughi e va via. Quella tra i vetri puoi pulire quanto vuoi, resta lì.
Secondo segnale: compare quando c’è differenza di temperatura tra interno ed esterno. La mattina presto quando fa freddo, la sera quando accendi il riscaldamento. Quando le temperature si uniformano, scompare. Poi ricompare il giorno dopo.
Terzo segnale: non è uniforme. La condensa tra i vetri spesso forma delle macchie, delle zone più appannate e zone più chiare. Questo perché l’umidità non si distribuisce uniformemente nella camera, si concentra dove c’è più freddo o dove il flusso d’aria interno crea zone di condensazione. A volte forma proprio delle goccioline visibili che scendono lungo il vetro interno della camera.
Quarto segnale: peggiora nel tempo. All’inizio magari è una leggera nebbiolina in un angolo. Dopo qualche mese si estende. Dopo un anno copre metà vetro. Questo perché la rottura della sigillatura, una volta iniziata, non si ferma. Anzi, peggiora progressivamente perché l’umidità che entra accelera il degrado dei materiali sigillanti.
COSA NON DEVI FARE
Prima cosa: non provare a pulirla. Non puoi. Non è sulla superficie accessibile. È tra due lastre sigillate. Qualsiasi tentativo di pulire il vetro esterno o interno è inutile, la condensa resta in mezzo. Ho visto gente che ha provato di tutto: alcool, ammoniaca, prodotti specifici, panni in microfibra. Zero risultati. Stai solo perdendo tempo.
Seconda cosa: non sperare che si sistemi da sola. Non succederà. Una volta che la sigillatura è rotta, non si ripara spontaneamente. L’umidità continuerà ad entrare, la condensa continuerà a formarsi, il problema peggiorerà. Puoi aspettare quanto vuoi, la situazione non migliorerà.
Terza cosa: non cercare di forare il vetro per far uscire l’umidità. Sembra assurdo ma c’è gente che ci ha provato. Forare il vetro significa distruggerlo. E anche se riuscissi a far uscire l’umidità, il problema della sigillatura rotta resta. L’umidità rientrerebbe immediatamente. Senza contare che hai rovinato il vetro e ora devi cambiarlo comunque.
Quarta cosa: non mettere silicone dall’esterno pensando di sigillare. La rottura della sigillatura è interna, tra le lastre e il distanziatore. Non è sul bordo esterno visibile. Mettere silicone dall’esterno non serve a niente, è come mettere un cerotto su una ferita interna. Il silicone che vedi sul bordo esterno del vetro non è la vera sigillatura, è solo una protezione aggiuntiva. La sigillatura vera è nascosta, tra le lastre.
L’UNICA SOLUZIONE: SOSTITUIRE IL VETRO
Non ci sono mezze misure. Se la condensa è tra i vetri, devi sostituire la vetrocamera. Non c’è modo di ripararla, non c’è modo di pulirla, non c’è modo di fermare il processo. L’unica soluzione è togliere il vecchio vetro e montarne uno nuovo.
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi non devi cambiare tutto l’infisso. Si cambia solo il vetro. Il telaio, le ante, la ferramenta, tutto il resto resta. Si smonta il vetro rotto, si ordina uno nuovo delle stesse dimensioni, si monta al posto del vecchio. È un’operazione che richiede un paio d’ore per finestra, non è particolarmente complessa se la fa un professionista.
QUANDO È COPERTO DA GARANZIA
Questa è la prima cosa da verificare. Se gli infissi sono stati installati da meno di due anni, quasi sicuramente è coperto da garanzia. La garanzia legale in Italia è di due anni su tutti i beni, infissi compresi.
Se la condensa compare entro i due anni, chiami l’azienda che ha installato e devono sostituire il vetro gratuitamente.
Se l’azienda ha dato una garanzia commerciale più lunga, può arrivare fino a dieci anni sulle vetrocamere. Dipende dal produttore e dall’azienda installatrice.
Controlla il contratto, la documentazione che ti hanno dato, le condizioni di garanzia. Se sei nei termini, fai valere la garanzia. Non devi pagare niente.
Attenzione però: la garanzia copre i difetti di produzione, non i danni accidentali. Se la rottura è stata causata da un urto, da una sollecitazione meccanica, da una posa sbagliata fatta da un’altra ditta, la garanzia non copre. In quei casi devi pagare tu la sostituzione. E se la posa è stata fatta male, prima di sostituire il vetro devi sistemare la posa, altrimenti il problema si ripresenta.
QUANDO CONVIENE CAMBIARE TUTTO L’INFISSO
Ci sono situazioni in cui sostituire solo il vetro non ha senso. Se l’infisso ha più di vent’anni, le guarnizioni sono indurite, le ante chiudono male, ci sono spifferi, la ferramenta è rotta o usurata, probabilmente stai spendendo soldi per tenere in vita un infisso che è comunque alla fine del suo ciclo vitale.
Se hai già altri problemi oltre alla condensa, tipo dispersioni termiche, rumore che entra, difficoltà ad aprire e chiudere, muffa negli angoli, allora cambiare solo il vetro è come mettere una toppa. Risolvi un problema ma ne restano altri cinque. Meglio valutare una sostituzione completa.
Se stai ristrutturando casa e devi comunque fare lavori sulle finestre, murature, cappotto termico, ha senso approfittarne per cambiare tutto. I costi di posa si ammortizzano meglio, eviti di dover chiamare di nuovo i tecnici tra qualche anno, hai tutto nuovo e garantito nello stesso momento.
E se hai già usufruito del bonus infissi in passato e ora sei di nuovo nei termini per richiederlo, allora cambiare tutto con il cinquanta percento di detrazione fiscale diventa un’opportunità. Spendi il doppio rispetto alla sola sostituzione dei vetri, ma hai il doppio di benefici: isolamento, acustica, estetica, comfort, risparmio energetico.
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